Come cambia la rappresentanza

di Antonella Coco /
21 Luglio 2023 /

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Negli ultimi anni alcune funzioni svolte dai partiti si sono indebolite. Una ricerca spiega cosa ha trasformato il rapporto tra attori politici ed elettori

Negli ultimi decenni tra i processi trasformativi del sistema politico italiano sono emerse dinamiche di disintermediazione e personalizzazione che hanno modificato la formazione e le caratteristiche della rappresentanza politica.

Si sono indebolite alcune funzioni svolte dai partiti, come per esempio quella di intermediazione tra governati e governanti, che dovrebbe mantenere aperte le linee di comunicazione democratiche. Contemporaneamente, come esito dei processi di individualizzazione nella sfera politica, i singoli attori politici hanno acquisito sempre maggiore preminenza, a partire dalle forme della socializzazione e dai percorsi di accesso alla rappresentanza, fino all’acquisizione e alla gestione del consenso, sempre più basato sul contatto diretto con gli elettori e sulla fiducia.

Nella ricerca realizzata con Antonio Russo abbiamo indagato questi mutamenti in due contesti regionali dell’Italia del sud, la Calabria e la Sicilia, peculiari per il debole radicamento dei partiti di massa e la tendenza alla personalizzazione della politica.

Attraverso fonti documentali e interviste abbiamo ricostruito le biografie politiche dei consiglieri regionali, cioè i processi di socializzazione politica e di accesso alla rappresentanza, le modalità di costruzione e di mantenimento del consenso, tramite la comunicazione, le campagne elettorali e le pratiche politiche.

L’evidenza empirica mostra come aspetti del passato continuino a manifestarsi non solo come vecchie persistenze, ma anche con caratteristiche nuove, eco delle trasformazioni dei partiti a livello nazionale.

A trasformarsi sono, da un lato, le caratteristiche e l’intensità dei legami tra candidati o eletti e partiti politici, dall’altro, il collegamento tra politica e società, nella forma di una mediazione personalizzata tra i singoli attori politici e gli elettori. Accanto alle carriere politiche con un significativo legame partitico (dalla militanza agli incarichi alle candidature) ci sono, soprattutto nelle formazioni partitiche più recenti, quelle caratterizzate da un legame partitico debole, in cui la socializzazione e la formazione politica sono riconducibili alle esperienze personali e gli elementi ideologici sono assenti.

I percorsi convergono verso una progressiva preminenza della dimensione individuale nei diversi aspetti dell’attività politica. Acquisiscono centralità le risorse personali, in particolare le reti relazionali e le capacità comunicative, che si traducono in pratiche di acquisizione e gestione del consenso. Perdono rilievo le sezioni territoriali dei partiti, a favore delle segreterie personali, luoghi di ascolto e recepimento di istanze individuali, e dei nuovi spazi virtuali aperti dalla comunicazione multimediale.

Va detto, comunque, che in entrambe le regioni questi processi non sembrano determinare un pieno superamento dei partiti, che diventano strumenti orientati alla massimizzazione dei voti, all’accesso alle istituzioni locali, alla formazione di oligarchie di partito collegate ai politici più influenti, orientando i processi decisionali e la distribuzione delle risorse.

Antonella Coco, Antonio RussoPersonalizzazione della politica e disintermediazione tra mutamento e persistenza. I casi della Calabria e della Sicilia, Polis, Ricerche e studi su società e politica (2021)

Questo articolo è stato pubblicato su L’Essenziale il 7 luglio 2023

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