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Dieci domande sul lavoro per Bonaccini e Schlein

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein li conosco bene, o almeno a sufficienza, per essere stato Consigliere, di opposizione e di ultrasinistra, all’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna. Lui era il mio Presidente, autorevole, solido, buon amministratore ed ottimo navigatore politico, ma, per i miei gusti di vetero-marxista “irredento”, un po’ troppo interclassista, oltre che poco incline ai voli di fantasia.

Lei, al contrario, era un fuoco di artificio di idee e suggestioni, tanto da indurmi, alla fine, ad aderire alla sua lista “Emilia-Romagna coraggiosa”, seppur con la inquietante sensazione di non essere riuscito a distinguere davvero, e fino in fondo, “il fumo dall’arrosto”.

Adesso entrambi puntano alla Segreteria del Partito Democratico e “cavalcano”, come si dice, il tema sul quale quel Partito, se vuole sopravvivere, deve realizzare un grosso recupero: il tema del lavoro, ovvero delle tutele e dei diritti dei lavoratori.

E poiché questo tema mi impegna da una vita, nello studio, nella professione e nella politica, ho pensato di proporre ai due candidati, bonariamente, ma seriamente, un questionario-test di dieci domande su altrettanti argomenti centrali. Domande alle quali bisogna rispondere con un “sì” o con un “no”, ma con l’intesa che il “sì” comporta, poi, un coerente impegno politico.

Ecco, qui di seguito, l’elenco degli argomenti e delle domande:

1) Sul reddito di cittadinanza: “Sei d’accordo sul principio che vada mantenuto per tutti, anche per gli ”occupabili”, e che non si possa parlare di un loro rifiuto di una offerta lavorativa congrua, se non previo formale ed ufficiale interpello dell’Amministrazione”?

2) Sulla riduzione d’orario ai fini di crescita occupazionale: “Approvi la proposta di riduzione della settimana lavorativa, a parità di salario, da cinque a quattro giornate, con parallela incentivazione di accordi “di solidarietà espansiva”, specialmente diretti all’assunzione di percettori di reddito di cittadinanza”?

3) Sul salario minimo legale: “Concordi con la necessità di attuare subito la Direttiva Europea sul salario minimo, e di fissarlo in € 10 orari, in aggiunta (e non in sostituzione) alla estensione a tutti i lavoratori dei minimi della contrattazione collettiva”?

4) Sul ripristino della tutela di reintegra dell’art. 18 dello Statuto: “Sei a favore del pieno ripristino della tutela di reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo non soltanto per i lavoratori pubblici, per i quali è già stato realizzato, ma anche per i lavoratori del settore privato”?

5) Sui diritti dei lavoratori degli appalti: “Concordi con la proposta di vietare gli appalti di mera manodopera e di stabilire una regola legale di totale parità di trattamento economico-normativo tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore”?

6) Sulle delocalizzazioni produttive: “Sei a favore di una normativa legale di controllo delle delocalizzazioni di imprese ed unità produttive, che comprenda la possibilità di una loro requisizione, sia temporanea che definitiva”?

7) Sui contratti di lavoro a termine: “Approvi la proposta di una nuova disciplina legale basata sui tre principi: a) della previa indicazione scritta della causale temporanea; b) del massimo di durata e c) del numero di percentuale massimo di lavoratori a termine dell’unità produttiva”?

8) Sui contratti di lavoro somministrati tramite Agenzia: “Sei d’accordo con la proposta di estendere ai contratti di lavoro somministrato, in quanto contratti a termine “indiretti”, le stesse norme limitative da introdurre per i contratti a termine “diretti” tra datore e il lavoratore”?

9) Sui falsi contratti a “part-time”: “Sei d’accordo sulla necessità di punire come reato di truffa aggravata la diffusa prassi di stipulare con il lavoratore un contratto formalmente a “part-time”, ma con l’obbligo di lavorare, invece, per l’intero orario”?

10) Sul contrasto al “lavoro nero”: “Concordi sulla necessità, per eliminare rapidamente il lavoro nero, di introdurre un nuovo sistema di presunzioni legali, per il quale dall’accertamento di un periodo minimo di lavoro nero derivi automaticamente la costituzione di un rapporto subordinato a tempo indeterminato ed assistito da stabilità”?

È ovvio che dovrebbe diventare Segretario del Partito Democratico il Candidato che risponda positivamente al maggior numero di queste domande, ma vogliamo sottolineare che se la risposta positiva dovesse valere per tutte e dieci sarebbe realizzata “ipso facto” l’unità delle forze progressiste, perché su quelle risposte vi sarebbe certamente l’assenso del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana.

Questo articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 20 dicembre 2022

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