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Statte buono, Michele

Scrivere un ricordo di Michele Ammendola, a tre giorni da quando ci hanno informato che era improvvisamente deceduto è impossibile. Si tratta di una persona talmente viva che la sua vitalità prosegue e continuerà a restare in noi che lo conosciamo in eterno. A volte si usano degli stereotipi, dei luoghi comuni, delle belle parole per descrivere chi non c’è più. Qualunque aggettivo corre il rischio di suonare retorico e surreale.

Michele è buono, Michele è grande, Michele è unico, potrei continuare per un’ora, ma non servirebbe a niente per il semplice motivo che Michele non è morto anche se lo è. Lo rivedremo ancora per lungo tempo, per tutta la nostra vita perché ci ha inondato con la sua prorompente voglia di vivere, con il suo irrefrenabile sorriso, con la leggerezza incredibile della sua rotonda massa, danzante intorno a noi che stiamo a guardarlo, come si osserva un fenomeno vivente.

Tutto quello che ha fatto in questi anni ha del prodigioso, non perché abbia compiuto miracoli, anche se si tratta di eventi quasi miracolosi come far sorgere e tenere in vita la cooperativa sociale “la Formica” con la pizzeria “Porta pazienza”, le mille iniziative sociali: ha fatto conoscere a chi lo ignorava cosa fossero “la terra dei fuochi” con Don Maurizio Patriciello grande condottiero della lotta contro il “biocidio” e la coraggiosa mamma di “noi genitori di tutti” Marzia Caccioppoli, e “Casal di Principe” il luogo dell’uccisione di Don Peppe Diana e della rinascita con la cooperativa “Libera terra” che porta il suo nome e dello straordinario sindaco Renato Natale.

Michele è stato il propugnatore a Bologna del “pacco alla camorra” iniziativa di promozione dei prodotti meridionali da terre confiscate alle mafie, realizzato dal consorzio Nuova Cooperazione organizzata, presieduto da Simmaco Perillo che lotta da sempre contro la camorra, potrei proseguire ancora a lungo, con tutte le iniziative in cui ci ha coinvolti, insieme alla sua splendida famiglia di Alessandra, Francesco e Luca, le ragazze e i ragazzi della pizzeria.

Michele ha il dono, proprio dei maghi veri, di far apparire possibili le cose irrealizzabili, di far sembrare i nostri dubbi immotivati, di spingere con un sorriso perché un no diventi un si. Così abbiamo visto sorgere tante iniziative e superare tante difficoltà. Anche quella non certo semplice nello scoprire una forma di autismo del suo Luca e farne un ulteriore motivo di straordinario impegno, di battaglia, di sensibilizzazione per tutti con l’associazione Angsa. Basta vedere le centinaia di foto da cui il sorriso e quegli occhi grandi e dolci, sprigionano un potente “ce la faremo”.

Come ha detto giustamente Sandro Ruotolo, Michele ha evidenziato con la sua presenza e l’incessante attività, le tante connessioni che esistono tra Bologna e la sua Napoli, città diverse ma per tante ragioni sintoniche, perché anche se immersa nella nebbia che può farla apparire fredda, Bologna ha un cuore pulsante ed è dotata di tanta umanità che un napoletano come Michele poteva esprimersi con tutta la sua prorompente vivacità, immaginazione e soprattutto capacità realizzativa.

Oggi ci salutiamo come facciamo ogni volta: “statte buono”, che è più di un semplice arrivederci, è un augurio che le cose vadano bene e noi abbiamo bisogno assolutamente che tu resti come sempre qui in mezzo a noi. E noi con te.

Anche noi de “Il manifesto in rete” continuiamo a sostenere la famiglia e i progetti di Michele. Partecipiamo tutti e tutte e condividiamo! “Grazie Michele, tutto buonissimo”

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