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Oggi in piazza antirazzisti e migranti

Voghera. Aderiscono Arci, Anpi, Cgil e Rete antifascista

Ci si ritrova questo pomeriggio in piazza Meardi, a Voghera, per manifestare l’indignazione per la morte di Youns El Boussateoui. La manifestazione era stata indetta in un primo momento dalle associazioni antirazziste, con l’adesione tra gli altri di Arci, Cgil, Anpi, Rifondazione e Rete antifascista di Pavia.


A reagire di fronte alla morte del trentanovenne marocchino sono stati gli stessi che si erano incontrati mesi fa per protestare contro l’arrivo di Matteo Salvini a Voghera, durante la campagna elettorale che fece da preludio all’elezione dell’amministrazione della quale Massimo Adriatici era parte. Ed è proprio quel passaggio politico che gli organizzatori tengono presente: il ruolo pubblico dello sparatore dell’altra sera e il fatto che avesse giocato proprio con il suo atteggiamento di sceriffo di fronte alla pubblica opinione. Il che trasforma questa vicenda da caso di cronaca a questione fortemente politica, alla quale reagire anche con gli strumenti della mobilitazione politica.

Alla manifestazione si sono uniti subito dopo i familiari della vittima, che hanno chiamato a scendere in piazza la comunità marocchina. La quale da subito ci ha tenuto a precisare che non crede nella giustizia fai da te e proprio per questo invita a non coinvolgere direttamente la Lega, il partito di Adriatici, nelle proteste di questi giorni. Un segnale che vuole respingere provocazioni e strumentalizzazioni che tuttavia stanno arrivando ugualmente.
Ieri numerosi commercianti che lavorano nei presi della piazza in cui avverrà la manifestazione hanno raccontato di aver ricevuto un avviso in carta intestata dell’amministrazione comunale che invita ad abbassare le serrande alludendo a possibili problemi di ordine pubblico legati all’evento in piazza.

Dove ci saranno anche gli operatori di Baraonde, la struttura che ha provato ad aiutare El Boussetaoui. Non ne hanno un ricordo traumatico, nonostante il disagio che lo affliggeva: «Se trattato con rispetto portava rispetto», raccontano.

Questo articolo è stato pubblicato su il manifesto il 24 luglio 2021

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