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A bando i mercati storici di Campi Aperti: come si azzera l’alternativa

Viene in mente la celebre frase di Margaret Thatcher – che a proposito del capitalismo diceva “There is no alternative” – guardando la scelta del Comune di Bologna di non rinnovare il Patto di Collaborazione con i produttori biologici di Campi Aperti e mettere a bando quattro dei suoi mercati storici, quello di via Gobetti (ex Xm24), quello di via Paolo Fabbri (Vag61), quello di via Pieve di Cadore al Savena e quello di piazza Verdi. Il rischio concreto, infatti, è che si azzeri completamente l’alternativa all’agricoltura industriale e al sistema della Grande Distribuzione Organizzata, i cui metodi concorrono alla crisi ambientale e allo sfruttamento del lavoro.

Da quando è nata, invece, Campi Aperti ha sempre cercato di praticare un modello diverso, rispettoso della biodiversità, della salute, della genuinità, del lavoro dei contadini, ma anche dei diritti dei consumatori, che l’associazione considera co-produttori, coinvolgendoli nella certificazione dei prodotti e nei progetti che porta avanti. Non ultimo quello della “sovranità alimentare”, un tema centrale per immaginare un futuro dove le persone non finiscano ricattate o escluse dall’accesso ad un bene primario come il cibo.

Il bando per l’assegnazione degli spazi dei mercati di Campi Aperti

La decisione di Palazzo d’Accursio sembra orientata a non rinnovare il Patto di Collaborazione e a procedere con la messa a bando degli spazi. «Il Patto di Collaborazione aveva già dei limiti – osserva ai nostri microfoni Elena Hogan, produttrice di Campi Aperti – perché è soggettivo e dipende dalla volontà dell’assessore e della giunta di turno. Inoltre dura appena due anni e occorre sempre ricontrattare». Anche il bando durerebbe solo due anni e i quattro mercati verrebbero considerati “sperimentali”. «Il mercato di via Gobetti esiste da vent’anni, quello di via Paolo Fabbri da sedici», obietta Hogan, che sottolinea come nel bando non sarebbero presenti nemmeno punteggi per la storicità dei mercati.

Sempre nel capitolato per partecipare all’assegnazione sarebbero comunque presenti dei punteggi che rispondono alle caratteristiche di Campi Aperti. I mercati, infatti, dovrebbero proporre prodotti contraddistinti da territorialità e stagionalità, convenienza e trasparenza dei prezzi, valorizzazione di colture a ridotto impatto ambientale, valorizzazione di prodotti tipici e tradizionali.
Ciononostante l’associazione di produttori locali e biologici rifiuta la logica competitiva, quella che vedrebbe contrapposti piccoli agricoltori locali in una guerra fra poveri.

Al contrario, ha redatto e proposto una bozza di nuovo regolamento per l’assegnazione dei mercati, sulla scia di quanto già praticato in Comuni come Sasso Marconi e Valsamoggia, dove i progetti partecipati coi cittadini seguirebbero un percorso diverso dalla burocrazia istituzionale e commerciale. «Non c’è alcuna ragione tecnica per mettere a bando quei mercati – insiste Hogan – la scelta è prettamente politica».

«Condivido lo stupore e le preoccupazioni espresse da Campi Aperti per l’imminente messa a bando di quattro dei loro mercati storici – ha affermato la consigliera comunale di Coalizione Civica Emily Clancy – Nello schema di avviso pubblico così come impostato dall’amministrazione non c’è alcuno spazio per l’esperienza maturata nell’attuale pluriennale gestione da chi ha saputo creare comunità, fare educazione alimentare e promuovere un ciclo di produzione sano, rispettoso della natura e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, in una relazione costante con il consumatore finale».

E aggiunge: «ci pare venga privilegiata una vaga idea di ‘concorrenza’ che rischia di equiparare esperienze molto diverse. Nelle proposte di Campi Aperti per la revisione del regolamento dei mercati contadini c’è invece spazio per riflessioni avanzate sulla sovranità alimentare e su un diverso modello di produzione, sviluppo e consumo. Temi affatto indifferenti in tempi di crisi ecologica e che non dovrebbero essere estranei ad un’amministrazione che ha approvato una dichiarazione di emergenza climatica e ambientale».

Nel frattempo, Clancy e l’altro consigliere comunale di Coalizione Civica, Federico Martelloni, hanno già depositato la richiesta di convocare un’udienza conoscitiva urgente sulla gestione dei mercati agricoli e sulle proposte di modifica del regolamento comunale: Coalizione civica chiede che alla commissione partecipino anche l’assessore Alberto Aitini e i rappresentanti di Campi Aperti.

 

ASCOLTA L’INTERVISTA A ELENA HOGAN:


Questo articolo è stato pubblicato su Radio Città Fujiko il 29 giugno 2021

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