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Sesso

Quando Giovanni Paolo I, al secolo papa Luciani, svelò il mistero del sesso di Dio (ancora non si parlava molto di “genere”) spiegando che “è papà ma più ancora è mamma”, erano gli anni Settanta, anni scombussolati dal femminismo, dalla lotta per rivendicare l’autonomia, la visibilità e la dignità delle donne. Ancor prima Nuto Revelli con il bellissimo libro L’anello forte aveva ribaltato l’atavica classificazione delle donne come sesso debole. La lotta delle donne è andata avanti nel tentativo di costruire una nuova narrazione e, soprattutto, una modifica radicale delle relazioni umane. Molti tra noi maschi risero all’idea di un Dio in gonnella e la satira diede il suo meglio e il suo peggio. Qualche altro dentro e fuori il mondo cattolico, invece, reagì malamente alla rivelazione nell’Angelus domenicale leggendoci il subdolo tentativo di sottrarre potere e ruolo dominante (dal latino dominus, signore e padrone) al maschio. Da quel lontano 1978 sono passati decenni, nel corso dei quali una sorta di rivoluzione passiva ha introiettato un po’ di parole d’ordine femministe disinnescandone la potenza perché non superassero la soglia più o meno consentita delle quote rosa, cioè della parità di genere (eccolo dunque il genere che sostituisce il sesso, parola tornata all’indice).

Oggi siamo di fronte a una nuova rivoluzione linguistica. Gli anni Settanta appartengono al secolo scorso e al posto dell’orgoglio femminile si fanno largo a gomitate l’orgoglio maschile e quello gay, puntano ad appropriarsi di una centralità minacciata per il primo e terreno di conquista dal secondo. La fantasia creatrice al potere smantella antiche insegne e ne piazza di nuove, per esempio in pizzeria: “Lievito padre” impazza, taluni pizzaioli custodi di antichi segreti chiariscono infatti che il lievito naturale è il seme che contamina la farina, dunque non può che essere
padre. L’idea è piaciuta a molti sapienti impastatori disseminati in tutto il territorio nazionale, isole comprese.

In attesa del pizzo (al margherito). Oppure del “padre di tutte le battaglie” al posto di “madre di tutte le battaglie” coniato da Saddam Hussein per la guerra del Golfo del ’91, o anche di “padre di tutte le tangenti”. Altro materiale per la satira, eppure dietro la competizione parentale e la rivalsa linguistica sessuale (pardon, di genere) potrebbe nascondersi un’operazione molto seria, volta a rimettere le donne al loro posto per restituire centralità al maschile. Sotto qualunque genere si presenti e si rappresenti.

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