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Ozzano, focolai a scuola. Le condizioni inaccettabili degli educatori

“La sicurezza non ha contratto, tutti i contatti stretti devono stare in quarantena retribuita”, scrive l’Sgb in relazione ai casi di positività sul territorio di Ozzano. Tra le richieste del sindacato: i servizi integrativi e di pre-post vengano inseriti nel tracciamento e la cooperativa eviti al minimo gli spostamenti delle/i lavoratrici/ori.

“Focolaio nelle scuole di Ozzano: educatori in appalto, sicurezza solo sulla carta”. Così l’Sgb, che ricostruisce la situazione in un comunicato stampa: “Ormai da una settimana nelle scuole elementari Ciari di Ozzano, e non solo, si sono registrati molti casi di positività che hanno messo in quarantena molte classi. Le nuove regole sulla riapertura delle scuole sono , appurato un caso di positività, di mettere tutta la classe e i contatti stretti in quarantena per 10/14 giorni e gli insegnati non possono rientrare a lavorare se non dopo il risultato negativo di un tampone. E gli educatori e le educatrici in appalto che lavorano nei servizi di pre e post e sull’integrazione degli alunni disabili? Accade che i lavoratori del privato ‘sociale’ della cooperativa Società Dolce, mentre le loro classi sono in quarantena, siano mandati di qua e di là nelle scuole di Ozzano a svolgere sostituzioni dei loro colleghi, senza che siano stati tracciati con un tampone dal risultato negativo, rischiando così di portare il virus in altri plessi. A distanza di vari giorni dall’inizio dell’emergenza nella scuola i lavoratori, dopo diverse sollecitazioni, sono stati sottoposti a uno screening con tampone molecolare dovendo mandare permessi non retribuiti perdendo così i servizi e la paga”.

Per l’Sgb “è inaccettabile che venga chiesto agli educatori di rimanere a casa in via cautelativa, come già accaduto, senza percepire una retribuzione. Non solo non si mandano in quarantena gli educatori, che precisiamo hanno il diritto di restare a casa in malattia, ma i servizi di pre e post che svolgono, in cui si incontrano tutti i bambini di varie classi continuano ad essere erogati con il rischio di ulteriori contagi. Come Sgb chiediamo che i servizi integrativi e di pre-post appaltati vengano inseriti nel tracciamento così come avviene per tutti gli altri servizi scolastici. La cooperativa deve evitare al minimo gli spostamenti degli educatori, sia dell’istituto verso l’esterno che di sostituti verso l’interno, quantomeno limitarli a lavoratori con esito del tampone negativo e resi consapevoli della situazione alla quale vengono esposti. Inoltre durante il tracciamento i servizi non devono essere erogati per evitare di esporre a rischio i colleghi mandati in sostituzione. La sicurezza non ha contratto, tutte e tutti i contatti stretti devono stare in quarantena retribuita!”.

Questo articolo è stato pubblicato su Zic il 4 maggio 2021

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