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Il contraccolpo neofascista in Spagna

L’attentato alla sede di Podemos della scorsa settimana è solo l’ultimo episodio di un’ondata di violenze dell’estrema destra, con la collusione di stampa e partiti conservatori

Nella notte di giovedì della scorsa settimana, la sede di Podemos nella provincia spagnola di Murcia è stata attaccata con una bomba molotov, un attentato che sembra collegato all’estrema destra. Le riprese delle telecamere di sicurezza mostrano l’ordigno lanciato da un individuo attraverso una finestra sfondata, l’incendio che inizia all’interno della sede. Sui muri esterni è stato scritto «rojos» e «Dinamite Podemos».

«Il terrorismo delle bande estremiste non ci intimidirà – ha twittato il leader del partito Pablo Iglesias – Contro chi usa la violenza e contro chi li nasconde: democrazia, libertà di espressione e giustizia sociale».

L’attacco avviene in un contesto politico preciso. Murcia è governata dal Partito popolare, con l’appoggio del partito di estrema destra Vox; quindi il portavoce di Podemos Pablo Echenique ha definito l’atttentato «una conseguenza naturale della normalizzazione dell’incitamento all’odio in parlamento e da parte di alcuni media». Il parlamentare locale Javier Sánchez Serna ha osservato che si tratta della terza volta nel giro di un anno che questa sede viene presa mira da gruppi di estrema destra e che sia il Partito Popolare che Vox hanno rifiutato di condannare i precedenti atti di vandalismo nei confronti di Podemos.

In contrasto con la copertura sensazionalista delle proteste di piazza a febbraio in difesa del rapper incarcerato Pablo Hásel, quando piccoli incidenti hanno fatto notizia, l’attacco al quartier generale di Podemos non è finito sulle prime pagine dei giornali dello stato spagnolo. El Mundo il giorno successivo ha scelto di puntare sul fatto che Iglesias avrebbe potuto violare la legge elettorale annunciando al suo ufficio ministeriale la sua candidatura alla presidenza regionale di Madrid. Un certo numero di commentatori di destra (tra cui l’ex parlamentare di Ciudadanos Marcos de Quinto) sono arrivati al punto di affermare che forse si trattava di un falso attentato organizzato al fine di ottenere pubblicità con l’hashtag #selfattackpodemos che è diventato di tendenza venerdì scorso.

Non è un caso che i media spagnoli siano stati così rapidi nell’accusare Podemos di incitamento alle rivolte di febbraio per poi minimizzare l’ultima di un’ondata di attacchi di estrema destra. Per le élite economiche del paese, così come per la destra politica più ampia, il principale avversario è la sinistra radicale, in particolare ora che si trova al governo in una coalizione di centrosinistra col Psoe. Le bande di estrema destra vengono incoraggiate e l’establishment gli sta dando via libera.

Bande fasciste

La crescente presenza di gruppi di estrema destra è stata drammaticamente evidenziata anche da un altro incidente della scorsa settimana, quando Pablo Iglesias ha affrontato personalmente un gruppo di neonazisti che stavano cercando di interrompere un evento della campagna di Podemos. Immagini drammatiche hanno catturato la situazione di stallo tra i cinque skinhead e Iglesias, che quella stessa mattina si era dimesso da vicepresidente del consiglio per partecipare alle elezioni di Madrid.

Il leader di Podemos era stato in visita a un centro sociale nel sobborgo di Coslada di Madrid che era stato attaccato giorni prima dai membri del Bastión Frontal, un gruppo responsabile di una serie di aggressioni violente nel corso dell’ultimo anno, rivolte principalmente a immigrati e membri della comunità Lgbt. Secondo il ricercatore Juan Francisco Albert, Bastión Frontal è solo uno dei numerosi gruppi neofascisti che si sono formati sulla scia della pandemia. C’è anche Revolutio España, che ha guadagnato rilevanza nazionale dopo aver vandalizzato un famoso murale femminista all’alba dell’8 marzo nella capitale.

Questa rete crescente di organizzazioni neofasciste di base ha una relazione in qualche modo ambivalente con il partito di estrema destra Vox. Secondo il giornalista Miquel Ramos, «la costante attenzione mediatica che riceve il partito di Santiago Abascal [Vox]… è riuscita a normalizzare una serie di discorsi» che in precedenza erano considerati tabù dalla società spagnola, creando così un terreno più favorevole per queste organizzazioni. Tuttavia, se i temi apertamente xenofobi, antifemministi e anti-sinistra di Vox hanno dato una visibilità più ampia alle idee attorno a cui questi gruppi si organizzano, essi rifiutano la sua agenda economica di libero mercato e le credenziali d’élite, etichettando Vox come un altro elemento della «partidocracia» spagnola.

Come formazione nata da una scissione dal Partito popolare, lo storico partito di governo della destra spagnola, Vox, non ha mai abbracciato in modo significativo il populismo economico né è riuscito a «incanalare una rabbia antiestablishment più generalizzata», come hanno fatto Matteo Salvini e Marine Le Pen altrove in Europa. Secondo l’eurodeputato di sinistra Miguel Urbán Crespo, la sua svolta deve invece essere intesa in termini di «una certa radicalizzazione della destra spagnola tradizionale intorno a questioni come Catalogna, immigrazione…».

A questo proposito, Ramos vede l’importanza di questi movimenti neofascistii per «la loro capacità di riunire un gran numero di giovani disamorati della politica convenzionale ma non sedotti dall’immagine elegante e aristocratica di Vox». Ispirati da organizzazioni neonaziste in Francia e in Italia, gruppi come Bastión Frontal combinano l’attivismo sociale (come la distribuzione di cibo nei quartieri periferici) con la violenza di strada e un flusso costante di incitamento all’odio attraverso i social media. Cercano anche di assumere una chiara identità «operaia», posizionandosi come difensori della classe operaia nativa e patriottica.

Collusioni

«Penso che non ci siano più dubbi sul fatto che il fascismo sia sempre più incoraggiato e presente – afferma Juan Francisco Albert – L’ascesa di Vox e successivamente la pandemia hanno favorito e creato gruppi di giovani altamente radicalizzati (e attivi)». Anche prima della molotov della scorsa settimana, la violenza di estrema destra era in aumento. Si è passati da un devastante incendio doloso di un centro sociale a Castelló, agli scontri fuori dai centri per migranti a Madrid (istigati da Bastión Frontal), e da un’ondata di violente proteste anti-lockdown e saccheggi in tutto il paese lo scorso autunno. Ci sono state anche ripetute interruzioni di eventi di sinistra da parte di gruppi neonazisti, nonché atti di vandalismo contro obiettivi associati alla sinistra, come i memoriali ai repubblicani nella guerra civile del 1936-1939.

Niente di tutto questo è unico in Spagna; in effetti, il paese ha finora evitato il tipo di attacchi terroristici di estrema destra su larga scala a cui si è assistito in molti altri paesi europei. Tuttavia, in un momento di intensa polarizzazione sinistra-destra in cui i media conservatori e gli elementi reazionari all’interno dello stato spagnolo sono intenti a minare la coalizione Partito socialista-Unidas Podemos, la minaccia posta dall’estrema destra tende a essere minimizzata, se non a volte semplicemente negata. In particolare, la stampa continua a mettere sullo stesso piano le azioni dirette di sinistra, come i presidi per impedire gli sfratti, e la violenza di estrema destra.

I media di destra e le figure di spicco delle forze di sicurezza sono stati persino disposti ad assecondare le teorie del complotto antifemministe spacciate dall’estrema destra per attaccare il governo di coalizione di sinistra. Vox e altri gruppi hanno sostenuto a più riprese che il governo avesse deciso di andare avanti con la marcia per la festa della donna del 2020 per ragioni ideologiche nonostante fosse consapevole della portata della pandemia emergente, creando così un evento di grande diffusione del virus. Figure di spicco della Guardia Civil del paese, compreso il suo ufficiale in comando nella regione di Madrid, sono state rimosse dai loro incarichi dopo che un rapporto legale contenente false affermazioni e dati costruiti ad arte era stato sottoposto a un’inchiesta giudiziaria. Eppure anche questo è avvenuto solo dopo che una campagna stampa ha esercitato un’enorme pressione sui funzionari governativi.

Non trascurare la strada

Un dossier della scorsa estate del Center for Research on Extremism ha scoperto che «la violenza di estrema destra in Spagna tende a essere più organizzata che nel resto dell’Europa occidentale, soprattutto se confrontata con paesi con casi più frequenti come il Regno Unito e la Germania, in cui gli autori hanno più probabilità di essere considerati ‘lupi solitari’». Il rapporto traccia una differenza tra la Spagna e il resto del continente in quanto l’obiettivo più comune di tale violenza rimane la sinistra e altri oppositori politici dell’estrema destra come gli indipendentisti catalani, anche se gli attacchi agli immigrati sono in aumento.

Qualsiasi controffensiva a tale violenza organizzata e politicamente diretta dovrà avvenire a vari livelli. Nell’immediato la sinistra affronterà le difficili elezioni regionali di Madrid a maggio che potrebbero condurre a una coalizione di estrema destra tra il Partito popolare e Vox. Il partito di estrema destra sta cercando di fare un altro passo avanti nella sua marcia attraverso le istituzioni spagnole entrando formalmente nel governo regionale per la prima volta e assumendo potenzialmente il controllo dell’istruzione e degli interni. I sondaggi mostrano il testa a testa tra i blocchi di destra e sinistra; l’affluenza alle urne nelle periferie operaie nel sud della regione sarà la chiave per il risultato finale.

Eppure, al di là del campo elettorale, Miquel Ramos avverte che se la sinistra «trascura la strada» – e si concentra solo sulla minaccia di Vox – rischia di perdere terreno rispetto ai movimenti neofascisti emergenti. La Spagna è uno dei paesi più colpiti economicamente dalla pandemia, con la disoccupazione al 16,1% e ottocentomila persone precipitate in condizioni di povertà estrema nell’ultimo anno. I gruppi estremisti stanno chiaramente cercando di trarre vantaggio da questa situazione, in modo da sfruttare lo slancio che hanno acquisito nell’ultimo anno. Di fronte alla loro crescente presenza nelle strade, le forze di sinistra devono impegnarsi in una rinnovata organizzazione sociale e affrontare questa minaccia frontalmente.

Questo articolo è stato pubblicato su Jacobin Italia il 9 aprile 2021

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