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Parte la raccolta firme: “Salviamo le risaie di Altedo”

Diverse realtà lanciano una petizione online contro il progetto del nuovo polo logistico, nella quale confluirà un altro appello sullo stesso tema già diffuso nei giorni scorsi: “Aiutaci a contrastare questo scempio impedendo nuovo consumo di suolo”. Intanto, il Comitato Ex Caserma Mazzoni Bene Comune segnala le prime ruspe al lavoro: “Sì bonifica, no speculazione”.

Salviamo le risaie di Altedo”. Lanciata una petizione online contro il progetto di un polo logistico tra Malalbergo, San Pietro in Casale e Bentivoglio. In calce all’appello ci sono le firme di Legambiente Emilia-Romagna, Wwf Emilia-Romagna, Ass. Primo Moroni – Nuova Casa del Popolo ‘La Casona’, Coordinamento Resistenza Terra, Coro delle Mondine di Bentivoglio, Rete delle Lotte Ambientali Bolognesi (Amo Bologna, Aria Pesa, Camilla-emporio di comunità, Ex Caserma Mazzoni Bene Comune, Extinction Rebellion, Fridays For Future, Làbas, Rigenerazione No Speculazione, Salvaiciclisti, Utr Ecologia Politica, Vogliamo pane non oil), Comitato Salviamo il Navile, One Tree One human. “La campagna della Pianura Bolognese è in pericolo! Nella frazione di Altedo, comune di Malalbergo (Bo), è in previsione un nuovo polo logistico su suolo agricolo per una superficie complessiva di circa 73 ettari che cementificherà circa 516.000 metri quadri di terreno: per intenderci, un’area vasta 70 volte piazza Maggiore a Bologna”, si legge nella petizione:  “Siamo di fronte all’ennesima opera di cementificazione selvaggia a beneficio economico della sola realtà proponente (Aprc di Lione). Un’opera ‘fantasma’ in quanto non prevista in nessun piano territoriale e quindi neanche sottoposta a ‘valutazione ambientale strategica’ (Vas o come si chiama in Emilia-Romagna: valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale ‘ValSat’) come prevede la legge. Il nuovo polo si inserirebbe a meno di due km da un altro sito logistico, della dimensione di 90.000 mq, che è in previsione sull’area dell’ex zuccherificio Aie in comune di San Pietro in Casale (Bo) e a poca distanza dall’Interporto (tra l’altro in una zona che si sta rinaturalizzando), a sua volta in fase di espansione e che potrebbe prevedere anche l’utilizzo di risorse pubbliche. Insomma, anziché valorizzare e rendere attrattivi i poli logistici esistenti dotandosi di infrastrutture moderne orientate al trasferimento delle merci su ferro, si continua nella miope politica di cementificare aree prossime ai caselli autostradali”. Con questa petizione “chiediamo alle istituzioni coinvolte di abbandonare il progetto di polo Logistico. Sono diverse le realtà intervenute nel tentativo di contrastare le due opere e che si stanno coordinando per rendere più efficace l’azione di mobilitazione. Abbiamo però bisogno anche del tuo aiuto, per contrastare questo scempio ed impedire nuovo consumo di suolo!”, è l’invito dei promotori dell’appello, segnalando che nei giorni scorsi era stata precedentemente avviata (da Renato Rizz) un’altra petizione “che, per necessità organizzativa, confluirà all’interno di questa”: circa 1.200 le firme raccolte intanto con questa primo documento.

Nel frattempo, a Bologna, “in questi giorni ci sono i primi movimenti di ruspe finalizzati alla ‘caratterizzazione e la bonifica’ dell’ex caserma Mazzoni. Stiamo effettuando verifiche e raccogliendo informazioni si questi lavori ma intanto diciamo: sì alla bonifica, no alla speculazione!”, scrive il comitato Ex Caserma Mazzoni Bene Comune: “Ricordiamo a tutti che a seguito delle osservazioni del Comune di Bologna, Cassa Depositi e Prestiti non ha ancora presentato il Pua. Il nostro Comitato, al contrario di altri, non solo è contrario all’abbattimento dei 352 alberi e alla costruzione di un centro commerciale… noi contestiamo anche la costruzione di ben 195 appartamenti divisi in sette palazzoni da otto piani! Vogliamo che l’ex caserma Mazzoni diventi un luogo pubblico a servizio dei cittadini e non l’ennesima colata di cemento in un quartiere che ha più di 2.000 appartamenti sfitti! Se intenderanno proseguire con il progetto speculativo, troveranno un’opposizione durissima!”.

Questo articolo è stato pubblicato su Zic il 20 gennaio 2021

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