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Considerazioni di fine anno

Cari compagne, compagni, amiche ed amici,

è con cuore un po’ pesante che vi scrivo questi pensieri di fine 2020.

E’ stato un anno difficile, che ci ha visto coinvolti in uno scenario nuovo, inaspettato e drammatico.

Siamo stati spiazzati, ed ancora lo siamo, nella normalità del nostro agire sociale, sia pubblico che privato.

I rapporti non più diretti ma filtrati da un apparato tecnologico, l’impossibilità dell’incontro collettivo sia come momento di scambio che come momento di confronto, di protesta o rivendicazione.

Ci siamo anche in parte ammutoliti difronte ad un interesse superiore e prioritario: salvarci dal morbo.

Eppure c’è un modo di destra ed uno di sinistra anche per uscire da un’emergenza, e la dimostra l’aumento delle disparità economiche e sociali che questa condizione ha generato.

Dovremmo inoltre riflettere, sopra tutti, noi della sinistra radicale, sull’incapacità di incidere in assenza di una piazza reale.

Se la necessità dell’isolamento o della limitazione persiste, o sarà un possibile scenario di avvenimenti futuri, rischiamo l’irrilevanza politica, come forse irrilevante diventerà la democrazia.

Ma questo anno è stato anche segnato dalla scomparsa di compagne e compagni, ultimo il nostro compagno Maurizio Pulici, fondatore del Manifesto bolognese prima, del Manifesto in rete e della Casa del Popolo Venti pietre, poi; instancabile costruttore della sinistra comunista.

Pur in queste avversità abbiamo cercato di continuare a mantenere la nostra promessa di far vivere il manifesto in rete.

Abbiamo organizzato eventi in persona appena le condizioni ce lo hanno permesso ed in rete quando non è stato possibile.

Abbiamo dato una nuova immagine al nostro blog, frutto dell’impegno dei nuovi compagni che oggi lo governano.

Vi abbiamo chiesto di aiutarci lanciando una campagna di tesseramento e sottoscrizione, e ci avete risposto in maniera significativa, facendoci capire che il nostro sforzo ha un valore.

Continuate a sostenere l’Associazione il manifesto in rete ed a far crescere iscritti e simpatizzanti.

Ci avete dato la forza di proseguire con ancora maggior impegno nel prossimo anno, comunque sarà.

Continuate ad aiutarci anche con contributi di idee.

Non sarà un anno facile, malgrado le parole e le promesse, non ci sono tracce di una volontà di cambiare il modello di sviluppo, di difendere l’ambiente, di combattere le disparità, di difendere ed estendere il lavoro, di salvaguardare i diritti umani, oltre il genere, l’appartenenza geografica, il credo, il censo.

Il capitalismo produttivo e finanziario non demorde nel suo percorso di distruzione del pianeta.

Cosa vogliamo fare lo sappiamo, come dobbiamo farlo, forse non più.

Un famoso giocatore di baseball disse una frase diventata famosa: “Non è finita finché non è finita.”

Che i mesi a venire siano di rinascita per tutti noi.

Vi lascio con le parole di Bertold Brecht.

 

A chi esita

Dici

per noi va male. Il buio

cresce. Le forze scemano.

Dopo che si è lavorato tanti anni

noi siamo ora in una condizione

più difficile di quando

si era cominciato.

E il nemico ci sta innanzi

più potente che mai.

Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso

un’apparenza invincibile.

E noi abbiamo commesso degli errori,

non si può negarlo.

Siamo sempre di meno. Le nostre

parole d’ordine sono confuse. Una parte

delle nostre parole

le ha stravolte il nemico fino a renderle

irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto? Su chi

contiamo ancora?Siamo dei sopravvissuti, respinti

via dalla corrente? Resteremo indietro, senza

comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti

nessuna risposta

oltre la tua.

 

Bertold Brecht

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