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Leena Pasanen, alla prova del Festival on line

di Silvia Napoli
 
Se il tema delle relazioni complesse tra linguaggi mediatici nuovi e la decima musa, veleggiava comunque come dibattito per palati curiosi e desiderosi di approfondimenti, tra festivals e rassegne, l’emergenza Covid 19 costringe ora a fare i conti con il dato di realtà, forse duro da digerire per i cinephiles duri e puri. Il cinema per ora non si fa più nella mitica sala, con gli ospiti noti di cui si legge tutto l’anno in carne ed ossa davanti a voi, ma collegandosi, gratuitamente e per tempo (dal primo giugno sul sito di my movies.it). Stiamo parlando di Biografilm Festival, la mitica rassegna che celebra le vite, le storie delle persone sia in forma docu che fiction, da ben 16 anni e che è diventata celebre per i suoi parties esclusivi e democratici insieme, per la capacità di fare sistema tra discipline e luoghi della cultura bolognesi, per la sua grande attrattiva pop. In definitiva un contenitore matrioska che apre molto alle energie giovanili e che quest’anno segnava una novità importante.
Ovvero, una sorta di staffetta tra il fondatore e direttore artistico storico del festival, Andrea Romeo e la nuova direzione al femminile di Leena Pasanen, prevista come pienamente attiva dal 2021. In verità Romeo ci aveva fatto già conoscere Leena la scorsa estate, rivelandoci una competentissima e simpatica finlandese, che aveva già preso casa nei dintorni di Bologna, innamorata del Festival e ben decisa ad accentuarne il taglio in primis europeo e internazionale in generale, con l’obiettivo dichiarato di renderlo una manifestazione di richiamo per gli operatori di settore e i media di tutto il mondo. Pasanen vanta un passato da giornalista e produttrice presso la televisione di Stato del suo Paese, la Presidenza per diversi anni di una rete europea di documentaristi da 60 paesi, nonché dal 2015, la direzione artistica del festival di Leipzig, la più antica rassegna al mondo dedicata al documentario. Pasanen ha già impresso un suo marchio chiamando tra i giurati della sessione internazionale Anton Calleja, esperto di settore, di base a Malta, per non dimenticare un’impronta mediterranea e Jannick Splidsboel, documentarista danese di fama. Questa edizione, che vanta 43 films selezionati da 26 diversi paesi alle 4 abituali sezioni ha voluto aggiungerne una nuova, Meet the masters, cioè un focus su tre maestri che, a partire dalla loro ultima creazione, verranno intervistati sulla loro carriera e la loro poetica. I maestri in questione sono: Jorgen Leth che presenta I walk, Rithy Panh con Irradiated, Mika Kaurismaki con Master Cheng. Il tema generale sembra essere quello della sopravvivenza declinato secondo accezioni, stili e modalità diverse e possiamo dire mai così centrato come per questa pandemic edition.
Certamente , questo travaso on line permetterà veramente a tutti in maniera democratica, creando un account dal primo di giugno sulla piattaforma, di accedere a incontri, presentazioni e ovviamente alle proiezioni, ma forse non concederà di avvicinarsi come ci si sarebbe aspettato alla figura di Pasanen. Proprio per questo, abbiamo cercato di raggiungerla con alcune domande.

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