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Roma, 14 febbraio: solo solidarietà a Syriza?

di Silvia R. Lolli
L’immagine del Colosseo, in parte vestito d’impalcature per la manutenzione straordinaria, può dare meglio il senso finale della giornata. Molti partecipanti al termine hanno parlato di bicchiere mezzo pieno. È stata certamente una manifestazione abbastanza corposa, in un momento in cui nel Parlamento Italiano ne stanno capitando di tutti i colori. Una bella e colorata manifestazione, ha attraversato alcune strade di Roma, ma è giunta in un “cul de sac”, appunto una strada chiusa e stretta a fianco del Colosseo in manutenzione e con camionette della polizia che chiudevano le strade dietro al palco.
Arrivare un po’ in ritardo vicino al palco ed essere più interessati al contorno e non ai vari interventi, ha permesso di verificare la diminuzione dell’interesse dei manifestanti per il palco, almeno dopo i primi, pur se brevi, discorsi. Forse l’obiettivo primario è stato, per molti manifestanti, quello di sfilare e l’azione si è ritenuta sufficiente per far vedere alla Troika che in Europa, e anche in Italia, si vuole avere una politica diversa.
Il prolungamento delle parole spese sul palco hanno via via interessato sempre meno e molti hanno lasciato questa stretta strada sotto al parco della Domus Aurea. Partecipazione abbastanza buona, poi sfilacciamento dei manifestanti. È così stata rappresentata bene la situazione attuale dell’Altra Europa con Tsipras dopo le elezioni europee e dell’Altra Emilia Romagna dopo quelle regionali: tutto in fase ancora manutentiva. Da noi purtroppo le manutenzioni continuano anni.

Tante dunque le bandiere partecipanti alla sfilata, ma pochi rimasti ad ascoltare fino alla fine e non crediamo solo per difficoltà di udire attraverso un impianto un po’ insufficiente per uno spazio non certo all’altezza. Le varie anime, in cui si sono visti i gruppi dei TPO, dei centri sociali, comitati della casa o delle bandiere più tradizionali della sinistra (PRC, SEL, FIOM…), si sono trovati uniti fino al Colosseo, poi ecco lo sfilacciamento, con intemperanze per esempio per l’intervento di Fassina che lo ha sospeso quasi subito.
Quindi la manutenzione del Colosseo rende bene lo stato italiano di una sinistra italiana che si dice solidale con Syriza, ma che ha ancora troppe anime al suo interno, tra le quali alcune sempre pronte solo a criticare e magari a disertare gli appuntamenti con la democrazia, cioè con le elezioni, solo perché il proprio pensiero non è raccontato con le stesse parole da chi è a lui più vicino.
La manifestazione, pur se riuscita in termini di solidarietà con il popolo greco, non è però riuscita a trovare un minimo comune denominatore tra le varie anime della sinistra per la contrapposizione al pensiero economico dominante. La speranza è che si trovi al più presto questa unità, soprattutto dove, come in Emilia Romagna, c’è un rappresentante della lista eletto.

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