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Fermo: diritti negati a morte. Storia di macelleria sociale

di Sergio Sinigaglia
Con il passare delle ore il quadro del duplice omicidio di ieri nel fermano diventa sempre più chiaro. Mustafa Neomedim 38 anni, padre di tre figli e Avdyli Valdet, 26 anni, entrambi provenienti del Kosovo, operai edili, si sono recati nella villa del costruttore Gianluca Ciferri di 48 anni per chiedere che fossero pagati i salari arretrati. Si parla di 16mila euro complessivi, di cui 10mila dovevano essere saldati a Mustafa. Quest’ultimo, iscritto fino a poco tempo fa alla Filleaa Cgil, da mesi, insieme al collega più giovane, chiedeva inutilmente di poter ricevere le retribuzioni non pagate. I due rimasti erano stati licenziati questa estate e erano quasi alla fame. Campavano con lavoretti saltuari in uni stati di grevi difficoltà.
La discussione si è fatta accesa. Si parla di un presunto piccone in mano a uno dei due. Fatto sta che Ciferri ha impugnato una pistola e ha iniziato a sparare. Neomedim si è subito accasciato colpito mortalmente, Valdet ha cercato la fuga ma è stato colpito alle spalle in prossimità del cancello della villa. A dimostrazione della volontà di uccidere. L’assassino ha parlato di “legittima difesa di fronte all’aggressione”, ma è evidente che sia una tesi pretestuosa. I giornali, le stesse organizzazioni sindacali parlano di “tragedia della crisi”.
Ma non siamo di fronte a un incidente automobilistico, ma ad una vero atto omicida contro due lavoratori che rivendicavano il diritto di vedersi saldato il frutto del proprio lavoro. Del resto ormai l’arroganza padronale non ha più freni. Sono innumerevoli i casi di lavoratori che devono ricorrere alle vie legali per cercare di farsi pagare. Lo affermano anche i rappresentanti della Fillea, i quali ricordano come in tanti “rivendicano mensilità arretrate” in un comparto dove dal 2009 nelle Marche sono spariti dodicimila posti di lavoro e hanno chiuso tremila imprese.

In questo scenario le organizzazioni sindacali si barcamenano, per usare un eufemismo, la classe politica si mette sull’attenti davanti ai diktat della Troika e i lavoratori vengono massacrati dalla macelleria sociale in atto. E ora anche sparati a morte. Fino a quando si andrà avanti cosi?

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