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Appello a Napolitano: "Il fascismo buono non esiste. Nel nuovo governo no a chi sostiene il contrario"

Fascismo - Foto di Daniel LoboQuesta lettera è stata inviata lo scorso 8 marzo al presidemte della Repubblica Giorgio Napolitano dal centro Idee di Futuro
di Alberto Pacelli, coordinatore di Idee di Futuro
Signor presidente,
il sottosegretario Gianfranco Polillo, in una recente trasmissione televisiva, ha detto, fra l’altro: “Il fascismo ha fatto delle cose bene e delle cose male, queste ultime a partire dal 1935”. Siamo sicuri che lei condivida con noi il giudizio che non esistono un prima ed un dopo, un fascismo bene e un fascismo male.
Il fascismo è, per sua essenza, male. È prepotenza, sopruso, violenza morale e fisica, razzismo, odio, incultura. Il signor Polillo ha mai sentito parlare delle “squadracce”, “bande” di picchiatori, di incendiari, di assassini? Ha mai sentito parlare di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola, di Antonio Gramsci, di Carlo e di Nello Rosselli, del Tribunale Speciale?
Il fascismo non attese il 1935 per sopprimere la democrazia e la libertà: tutte le libertà. Non sappiamo se le parole del sottosegretario siano frutto di ignoranza, di superficialità e pressapochismo, o se egli abbia voluto, pubblicamente ed impudentemente, collocarsi fra i “riabilita tori” di quella sciagurata stagione e porsi come punto di riferimento dei loro seguaci.

Una cosa, però, la sappiamo con certezza. Chi si esprime in quel modo non può far parte del governo della Repubblica italiana che ha le sue radici morali e storiche nella lunga e sofferta lotta antifascista. Ci rivolgiamo, perciò, a Lei, al Presidente della Repubblica, perché inviti il sottosegretario Polillo a dare le dimissioni e ad andare a studiare la storia patria.
Signor Presidente, sappiamo che, se ci ascolterà, questo Suo intervento non sarà “protocollare” ma sarà certamente un messaggio forte di garanzia per tutti gli italiani e di insegnamento per i giovani. Siamo, comunque, alla vigilia della formazione di un nuovo governo nel quale le chiediamo, signor presidente, che non vi sia posto per il suddetto sottosegretario.

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