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Amnesia totale: elezioni, sparisce la crisi, trionfa il populismo

Crisi - Foto di Antonio MumoloPubblichiamo la posizione espressa da Valentino Parlato fermo restando che l’indicazione del circolo di Bologna è e rimane quella di votare a sinistra senza indicare uno specifico schieramento partitico.
di Valentino Parlato
Eugenio Scalfari, nel suo editoriale di domenica 10 febbraio, ha scritto: “Questa campagna elettorale è tra le più agitate e confuse dell’Italia repubblicana”. Alcuni giorni prima, sempre su la Repubblica, Guido Crainzscriveva: “La crisi drammatica di trent’anni di storia sembra affacciarsi nel dibattito politico solo come riferimento generico e quasi rituale.” E aggiungeva: “Una campagna in cui le battute di Maurizio Crozza inquietano qualche leader più degli attacchi degli avversari.”
È così. C’è la più grave e pericolosa crisi economica e politica, e sociale del dopoguerra. Si legge e si parla di crisi globale di disastro finanziario, di disoccupazione crescente, di perdita di competitività, le delocalizzazioni ci dicono che non solo i lavoratori ma anche le industrie hanno preso la via dell’emigrazione.
In questa campagna elettorale i problemi reali sono stati tutti rimossi e – aggiungerei – da parte di tutti. Vedere il dibattito elettorale in TV è assolutamente deprimente: scambio di battute, accuse più o meno fondate, demagogia fiscale al punto che anche Monti si è messo in gara (aveva detto che abolire l’Imu avrebbe comportato raddoppiarla subito dopo) ma adesso fa concorrenza a Berlusconi. Siamo – per quasi tutto – in un bagno di demagogia irresponsabile. Ciascuno fa finta di pensare che dopo la campagna elettorale la situazione italiana – non so per quale miracolo – possa cambiare e tornare a fare la solita politica che ci ha portato a questo disastro.

In questa gara di demagogia e battute più o meno spiritose, non c’è nessun riferimento alla situazione internazionale, alla crisi del l’Europa e anche dell’euro, alla disoccupazione crescente e a come fronteggiarla. Una situazione nella quale la demagogia irresponsabile di Berlusconi (la promessa di restituzione dell’Imu e di quattro milioni di nuovi occupati) finisce per aver credito come prova la sua ripresa di consensi con il rischio di avere un Parlamento nella impossibilità di decidere alcunché.
Mancano ancora pochi giorni alla data del voto e la sinistra potrebbe (dovrebbe) prendere un impegno più chiaro ed efficace rispetto all’attuale crisi. Questo mi aspetto dalle forze di sinistra, ma soprattutto da Sel e da Vendola (che pare sia diventato un alleato scomodo, perché mette in primo piano i problemi reali del nostro paese) per il quale voglio votare e voterò.
Sel, dal punto di vista numerico, è una forza minore, tuttavia il suo peso sarà decisivo nel frenare i passi del Pd verso Monti e aprire con la prossima legislatura una nuova stagione di sinistra capace di affrontare quei grandi problemi dei quali in questa campagna elettorale si parla assai poco.
Questo articolo è stato pubblicato su Manifestiamo.eu il 12 febbraio 2013

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