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Marco d'Eramo risponde: "Imbarazzante silenzio della redazione"

Marco d’Eramo risponde alla lettera di Mauro Chiodarelli del Circolo di Bologna. E’ il primo della redazione a farlo. Potete seguire il dibattito in corso sul nostro sito o su quello del manifestosardoCaro Mauro e cari compagni tutti del circolo del manifesto di Bologna,
ho letto i vostri interventi che mi paiono utili e benvenuti anche quando non sono d’accordo e questo vostro messaggio e-mail che trovo più che ragionevole. Poiché come sapete io non lavoro in redazione e per di più sono appena rientrato dalle vacanze, ho aspettato anch’io di leggere la (o le) risposta(e) che la redazione avrebbe dato alle vostre più che legittime domande. Con mio grande sconcerto, i giorni sono passati senza che una risposta pubblica fosse data a interrogativi inaggirabili, e più i giorni passavano e più in me cresceva l’imbarazzo per un silenzo che all’inizio poteva essere semplice sciatteria (a cui la nostra condizione di vita hobbesiana ci ha sfortunatamente abituati), ma a poco a poco diventava maleducazione pura e semplice.
Di solito si dice che chi tace acconsente, qui mi sembra che ciò di cui questo silenzio è assenso è lo staccare la spina all’accanimento terapeutico del nostro giornale: mi pare difficile interpretarlo in un altro modo. Non posso dirvi nulla di più, oltre al fatto che mi vergogno per il comportamento dei miei compagni (non sono ancora arrivato all’obrobrio di chiamarli “colleghi”, come qualcuno fa).
Se pensate che valga la pena di pubblicare queste mie poche righe sul vostro sito, avete il mio assenso (non silente),
Con solidarietà,

Marco d’Eramo

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