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Buon viaggio, ManifestoBologna

di Loris Campetti

L’augurio è che dal corpo di una madre ammalata possa nascere un figlio robusto, allegro, determinato. Un figlio capace di dare speranza e forza alla stessa madre per stimolarne la guarigione. Noi siamo la madre, il manifesto quotidiano, il nuovo figlio si chiama manifestobologna, non emette i suoi primi vagiti sulla carta ma sul web.

E’ curioso, guarda al locale con attenzione saputa al globale, nei nove mesi di gestazione si è formato già con la presunzione di condividere la sua energia con chi gliela forniva. E di energia, i compagni del Circolo del manifesto di Bologna che hanno prodotto questo sito ne hanno fornita molta alla casamadre tirando fuori il giornale dalle edicole per portarlo in piazza e mostrarlo a chi non lo conosceva o se l’era dimenticato negli anni. Diffusione militante, abbonamenti, edicole; dibattiti interni e pubblici, incontri con realtà operaie in crisi ma non piegate come nel caso dell’Omsa.

Il manifesto ha bisogno di Bologna per affrontare con qualche anticorpo in più la sua crisi più difficile, e i compagni e le compagne emiliane hanno bisogno che il giornale viva, si trasformi e si rilanci. L’idea di costruire un sito affiliato è arrivata dalla Sardegna, dove da anni il manifesto sardo on line fa vivere la voce di chi, come noi, non riesce più ad arrivare nelle edicole di un’isola in cui il giornale è un po’ nato. Il nuovo sito potrà aiutarci a leggere la realtà e i cambiamenti in un territorio importante, in un passaggio delicato del giornale che le difficoltà economiche e un’inedita situazione politica e sociale costringono a ripensarsi per rilanciare una storia antica, autonoma, libera. Per restare autonomi e liberi serve un nuovo progetto e, probabilmente, una nuova proprietà collettiva. Più idee che soldi, o meglio i soldi si possono trovare soltanto su un progetto forte, credibile, condiviso. Economicamente e politicamente sostenibile.

Ci aspettiamo molto dal manifestobologna, fargli gli auguri di sana e robusta costituzione è come farli a noi stessi. Siamo circondati da medici, la troika dei liquidatori, che ci propongono cure da cavallo un po’ fondate e un po’ pericolose. Per guarire il cavallo e non ammazzarlo con cure inappropriate dobbiamo essere noi che amiamo il giornale a trasformarci in medici e guarire insieme. Buon viaggio.

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