Morire nell’ultimo giorno di contratto

di Luciana Cimino /
1 Settembre 2026 /

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È morto sul lavoro Pasquale Andriotta. E anche di ansia da lavoro. 42 anni, faceva il corriere per la Brt di Piacenza-Caorso ma ha avuto un malore mentre scaricava i pacchi dal suo furgone. Arresto cardiaco, hanno detto i sanitari intervenuti in vicolo del Guazzo, a Piacenza. L’uomo, che lascia una compagna e tre figli, era preoccupato di non vedersi rinnovare il contratto che gli scadeva proprio ieri. I suoi colleghi dell’appalto Brt erano in sciopero per protestare contro «carichi di lavoro crescenti, carenza di personale, turni sempre più pesanti e un’organizzazione insostenibile», denuncia la Filt Cgil. Per il sindacato il malore potrebbe essere stato originato dalle «alte temperature, fattore che rende ancora più necessario accertare le condizioni nelle quali si stava lavorando».

E dal precariato «che può incidere sulla libertà di un lavoratore di fermarsi, scioperare, sottrarsi a condizioni che considera troppo gravose». Anche la Filt Cisl e l’Usb sottolineano lo stato di precarietà del corriere: «Quello che è avvenuto è conseguenza dello sfruttamento brutale degli addetti alle consegne», scrive il sindacato di base che ha indetto un presidio per oggi davanti alla Prefettura di Piacenza.

Una ripresa di settimana nera per il Nord: altri due morti sul lavoro si registrano in provincia di Varese e Ferrara. Un muratore di 55 anni è deceduto schiacciato da soletta mentre lavorava in un cantiere di Origgio. A Cento, un 41enne è morto mentre si trovava nei campi rimanendo incastrato nel macchinario per l’irrigazione. Un operaio di 47 anni è invece ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato investito da un bancale con 500 chili di materiale in un magazzino di Tribiano, nel milanese.

«Il lavoro non può essere una prova di resistenza e il rinnovo di un contratto non può dipendere dalla disponibilità a mettere a rischio la propria salute, soprattutto quando proposte politiche per maggiori tutele e diritti aspettano di essere discusse», ha commentato Chiara Gribaudo del Pd.

Questo articolo è stato pubblicato su Il manifesto il 1 settembre 2026

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