Martedì 16 dicembre 2025 nel Centro Commerciale del Pilastro si è parlato di FUTURA – il nuovo Museo delle bambine e dei bambini, che sorgerà in prossimità della Casa Gialla e della Biblioteca Spina e della futura fermata del Tram.
Si è trattato della prima assemblea pubblica sul territorio per la presentazione ufficiale del progetto FUTURA, per illustrarne obiettivi, contenuti e prospettive e favorire un momento di confronto.
A fine novembre il Comune aveva annunciato l’avvio dei lavori e la apertura del Cantiere per la realizzazione dell’edificio di Futura. Non vi è dubbio che tali annunci hanno fatto da catalizzatore della attenzione dei cittadini. La partecipazione alla assemblea promossa dal Comune, ha visto quindi una buona ed articolata presenza. Non solo di cittadini del Pilastro, ma anche una presenza di altre zone della città interessati a conoscere i contenuti del Progetto FUTURA e a confrontarsi sugli effetti sociali e urbani ambientale della struttura e del suo posizionamento, giungendo finanche ad uno degli architetti che hanno partecipato al Bando pubblico per la realizzazione dell’opera.
La presentazione è stata curata dall’assessore Daniele Ara, coadiuvato dai referenti tecnici del progetto. Sebbene la attenzione dei cittadini fosse quasi esclusivamente incentrate sull’edificio e sulle sue attività educative – culturali, l’assessore nella sua introduzione ha voluto prioritariamente dare una presentazione completa del progetto generale di FUTURA. Ha ricordato soprattutto che l’obiettivo primario è il radicamento del progetto nel territorio del Pilastro, realizzando un Museo Diffuso parte
integrante della Rete dei Servizi pubblici e delle sue attività nel Rione.

La Rete di Servizi è costituita da centralità (luoghi riconoscibili della vita in pubblico, delle pratiche sociali, di edifici pubblici, ecc.) e da collegamenti (sicuri, attrezzati, protetti ed ombreggiati) tra le stesse centralità e con il Polo di FUTURA. Polo costituito da Biblioteca Spina, Casa Gialla, l’edificio di FUTURA e lo spazio verde intercluso attrezzato per il gioco e momenti di socialità e incontro. Ovviamente la proposta dell’assetto fisico della Rete dei Servizi sarà oggetto di ulteriori momenti di
confronto con chi vive e lavora al Pilastro.


I tecnici presenti hanno precisato i tempi ed i modi fin qui attivati per raggiungere l’obiettivo del massimo coinvolgimento dei cittadini attraverso le associazioni presenti ed operative nel settore della didattica e nel rapporto con le bambine ed i bambini.

Molti i cittadini che hanno valutato l’opera dalle diverse posizioni e sensibilità in un dibattito acceso che tolto qualche eccesso polemico, ha permesso il pieno dispiegarsi delle diverse opinioni ed ha dato modo, a chi fosse interessato, di approfondire la conoscenza ambientale, urbana e del sistema educativo culturale del progetto FUTURA allargato anche in una visione complessiva del Rione.
Di rilievo sono state le critiche relative al fatto che per la realizzazione dell’immobile verranno abbattuti quattro alberi e spostati altri. Inoltre molti sono convinti che le nuove piantumazioni non siano sufficientemente compensative e che l’esito finale sarà una riduzione del verde disponibile.
Secondo altri l’edificio poteva essere collocato in altre parti della città e in edifici dismessi, ritenendo il progetto e le attività educative e culturali per l’infanzia non rispondenti alle esigenze delle famiglie del Pilastro.
Altri interventi hanno sottolineato la inadeguatezza e la mancanza di continuità del modello partecipativo ed una insufficiente preventiva informazione diffusa verso i cittadini, riducendo di fatto le possibilità di partecipazione.
Sono emerse inoltre preoccupazioni per la mancata previsione di parcheggi di servizio al Polo educativo culturale di Futura e alla Caserma dei Carabinieri, anche in considerazione della riduzione dei parcheggi lungo la Linea Rossa del tram.
Non sono mancate anche le dichiarazioni di alcuni cittadini del Pilastro, favorevoli al progetto FUTURA come Museo diffuso, così come illustrato in apertura dall’assessore Ara. Altri si sono dichiarati favorevoli al completamento dell’intero Progetto secondo gli indirizzi progettuali del Comune di una sua sostanziale integrazione nel sistema educativo e culturale del Rione e nella Rete di servizi, Case di Quartiere, edifici pubblici, spazi verdi e di vicinato, attrezzature sportive e scolastiche. Una Rete
sostenuta da un tessuto associativo e di soggetti civici del nostro Villaggio, che rappresentano una realtà resiliente anche a fronte di rischi di marginalità e fragilità sociale e di degrado. Altri cittadini hanno difeso la scelta di collocare una struttura educativa e culturale dedicata alla infanzia ed ai ragazzi in un rione come il nostro che presenta particolari caratteristiche demografiche e sociali. Futura può divenire una opportunità per il Rione recuperando d’ora in avanti al meglio la partecipazione dei cittadini attraverso occasioni come il prossimo Bilancio Partecipativo ed indirizzando anche il Progetto Futura per la riqualificazione di piazza Lipparini e al recupero dei negozi ACER in quella zona.
È stato ribadito che la Partecipazione è un diritto che va garantito e stimolato dal decisore pubblico prima con la informazione mirata e diffusa e poi sostenuta con continuità in ogni fase del progetto. A fronte di ciò, come ogni diritto, anche la partecipazione è un diritto che trae linfa, forza ed effetti dall’essere praticato con convinzione e continuità.
All’assessore Ara è spettato il compito di riassumere il senso di una riunione che si è protratta per oltre due ore. Fissando alcuni punti e impegni che possono essere così sintetizzati.
– FUTURA, indicato già nel programma elettorale del Sindaco, viene localizzato al Pilastro per le sue caratteristiche demografiche e sociali cui porterà nuova linfa e perché qui i corpi intermedi esistenti vi porteranno energia continua. I Children Museum in tutto il mondo vengono fatti all’interno dei centri storici, la scelta della amministrazione è di collocarlo in un delle periferie della città che vogliamo avvicinare al suo centro.
– Futura sarà strumento per le comunità educanti e costruirà con il tessuto sociale del Pilastro un luogo di interesse anche per chi non vive qui. Ripetendo in questo l’esperienza del Navile dove il museo del Patrimonio industriale è stato posto al centro di un sistema educativo che ha il Navile come spina dorsale.
– grande attenzione va alla connessione di FUTURA con tutte le centralità civiche del Rione, tantissime. Per realizzare e consolidare questa Rete di connessioni fisiche, ci impegniamo a reperire le risorse necessarie in tempi brevi per circa 100.000 euro.
– va sottoscritto un nuovo patto di collaborazione con i corpi intermedi che stanno discutendo con noi del progetto, chiedendoci di non fare cose che il Pilastro non capirebbe. Questa relazione costante, anche faticosa come tutte le cose vere, ci servirà a tarare al meglio l’identità del progetto.
– rimettiamo il Pilastro al centro del progetto e discutiamo di socialità e rigenerazione cercando di utilizzare ad esempio spazi Acer inutilizzati, portando la Giunta, con l’aiuto del Quartiere, a confrontarsi con i cittadini e le cittadine del rione.
– in un contesto urbano consolidato, i cambiamenti possono fare paura, ma alla fine siamo sicuri che anche il bilancio ambientale sarà positivo. Vogliamo luoghi educativi nei posti belli della città, raggiungibili a piedi e con i mezzi pubblici. Non si mette un luogo dell’infanzia in zone artigianali, commerciali o produttive. Voliamo alto e siamo sicuri che anche il bilancio ambientale della nuova struttura e del verde che lo caratterizzerà sarà positivo.
– Faremo incontri con le scuole e in tutti i luoghi di aggregazione. Vogliamo studiare l’impatto della viabilità, valutandola necessità di parcheggi, definendo meglio il progetto del Tram che arriverà al Pilastro.
– Perché il Pilastro merita tutto questo.
Testo a cura della redazione pilastrobologna.it