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Discarica di Galliera: nel bolognese prosegue lo scontro sul consumo del territorio

Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
di Massimo Corsini
In clima elettorale la storia della discarica di Galliera la dice lunga su come la politica nella bassa fa le cose. O meglio: come non dovrebbe farle. Anche perché, in chiave elettorale, a qualcuno potrebbe suggerire come orientare le proprie scelte. Giovedì 15 maggio il capogruppo del gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Galliera”, Diego Baccilieri, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna perché si faccia chiarezza sulla vicenda della discarica gestita da Gal.A., società di cui facevano parte anche i comuni di Galliera e Baricella, e da cui l’estate scorsa hanno deciso improvvisamente di uscire.
Non si ferma dunque in questa parte della bassa bolognese la battaglia sul consumo del suolo portata avanti dall’opposizione, interna ed esterna alla maggioranza, sulla discarica e le scelte fino ad oggi compiute dall’attuale amministrazione del sindaco Teresa Vergnana. C’è chi è pronto a giurare che la visita di Errani, mercoledì 21 Maggio a Galliera, sia servita non solo a sostenere la corsa a sindaco dell’attuale primo cittadino, ma anche a sedare gli animi scontenti per il caso Gal.A.

Per capire meglio, però, il problema di cui si sta parlando, è forse utile andare a vedere qual è stata l’evoluzione della vicenda inerente alla discarica. Tutto comincia nel 2002, quando l’ex Seabo, oggi Hera, insieme al comune di Galliera cominciano a gestire il deposito, successivamente nel 2004 subentra anche il comune di Baricella che sul suo territorio già aveva una discarica dalla capacità ormai esaurita. Entrambe le amministrazioni chiedono ed ottengono un permesso d’ampliamento dei rispettivi siti: Galliera per circa 200 mila tonnellate e Baricella per 600 mila (in quest’ultimo comune tuttavia l’ampliamento non è ancora stato effettuato).
Si decide che gli introiti dei comuni, in base ai rifiuti conferiti, sarebbero stati ripartiti secondo il seguente criterio: l’80% al comune ospitante la discarica e il 20% all’altro comune. Ad un certo punto le rispettive amministrazioni decidono di ripartire gli introiti al 50 %. Poi, improvvisamente, l’estate scorsa, sia Galliera che Baricella, decidono di uscire da Gal.A. Pare che il motivo di tale scelta, secondo il sindaco di Galliera Teresa Vergnana, sia stata la mancanza di prospettive economiche nella gestione della discarica. L’affare non promette più guadagni: la discarica ha dei costi di gestione e al momento quella di Galliera è esaurita.
Baricella, invece, ha tempo ancora fino al 2018 per attuare l’ampliamento. È certo che le cose, messe in quest’ordine, suonano strane: c’è un progetto d’ampliamento che ha ancora tempo per essere attuato, ma al momento tutto è fermo e le amministrazioni vengono così salvate dal cattivo affare quando tutti gli oneri rimarranno sul groppone di Hera. Ma il fatto che ha indispettito più di tutto, opposizione e fazioni interne alla stessa maggioranza, è stato il cambio delle modalità di compensazione per i rifiuti conferiti in discarica: si passa da una spartizione 80%-20% (dove la prima è la quota riconosciuta al comune della discarica) ad un 50 e 50. Di fatto, però, a Baricella non c’era alcuna speranza di poter portare i rifiuti già al momento dell’entrata in società, poiché la discarica era esaurita.
Il commento dei più polemici è stato che si è voluto regalare semplicemente dei soldi ad un altro comune (problemi di bilancio?). Poiché l’estate scorsa i comuni sono usciti da Gal.A. Quello che si è creato alla fine, è un debito del comune di Baricella nei confronti di Galliera: tra il 20% ed il 50% c’è una differenza del 30% che il secondo avanza nei confronti del primo. Anche se fuori tempo massimo, questo aprile, l’amministrazione ha preparato un piano di rientro, anche se solo parziale, continua a sfuggire il senso dell’intera operazione.

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