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Quel muro a Bartleby: la miopia dell'università che non ha visto il valore di un'esperienza

Bartleby
Bartleby
dei Docenti Preoccupati, Rete dei Ricercatori precari di Unibo Bologna
Lo sgombero dei locali di Via San Petronio Vecchio, avvenuto ieri mattina con uno spropositato spiegamento di forze e di mezzi di pubblica sicurezza, non chiude certamente l’esperienza di Bartleby. Rappresenta tuttavia un fatto gravissimo che, per quanto atteso e preannunciato, ci lascia esterrefatti. Non possiamo che ribadire che l’esperienza di Bartleby è stata in questi anni straordinariamente importante per il mondo universitario e per la città di Bologna nel suo complesso.
Seminari di auto-formazione, a cui abbiamo spesso partecipato come docenti e ricercatori precari, momenti di produzione culturale e artistica, iniziative di dibattito su temi di grande attualità aperti alla cittadinanza: questo, e molte altre cose, è stato Bartleby. In un momento in cui gli spazi per queste attività si riducono sempre di più, anche per via della crisi, soltanto la miopia dei vertici dell’ateneo ha impedito di cogliere il valore di quanto è stato prodotto nei locali di Via San Petronio Vecchio, oggi murati.

Nell’unica dichiarazione rilasciata ieri, il rettore Dionigi ha sostenuto che da tempo gli studenti e le studentesse di Bartleby erano “abusivi”. A noi pare che “abusive” nell’Università stiano oggi sempre più diventando pratiche che ne hanno fatto la storia: la produzione di sapere critico, la partecipazione degli studenti ai processi formativi, la sperimentazione e l’innovazione tanto nella produzione quanto nella trasmissione e nella circolazione della conoscenza.
In una situazione come questa, esperienze come quella di Bartleby, che non passano attraverso le vie ordinarie di bandi e assegnazioni istituzionali, risultano tanto più preziose e dovrebbero essere coltivate e valorizzate anziché “murate”. Chiediamo che l’Università si attivi immediatamente per garantire la continuità delle attività di Bartleby, individuando uno spazio realmente adeguato. Alle studentesse e agli studenti del collettivo Bartleby esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà, nella certezza che saranno ancora molte le occasioni di collaborazione.

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