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Budrio. Retromarcia dei Vigili del Fuoco e via libera alla centrale

Dietrofront dei Vigili del Fuoco sulla centrale a biomasse di Budrio. Via libera, ma i problemi strutturali non sono cambiati. i comitati sul piede di guerra pensano ad azioni legali. L’articolo di Massimo Corsini
Alla fine, la settimana scorsa, i vigili del fuoco hanno dato parere positivo al progetto della centrale a biomasse di Mezzolara di Budrio. O meglio: è stato dato un parere condizionato, ovvero la parte attuatrice dovrà apportare alcune modifiche all’attuale progetto e presentare una propria valutazione del rischio per l’antincendio solo prima della messa in funzione dell’impianto. Quindi ad impianto già costruito. Come diceva Mary Poppins: basta un poco di zucchero e la pillola va giù. In realtà la notizia non sarebbe il parere positivo o meno dei vigili del fuoco, ormai la storia dell’approvazione dei progetti di queste centrali ci ha abituato a queste sterzate all’ultimo minuto (e in questo caso non è da dimenticare che l’amministrazione budriese partecipa indirettamente come parte attuatrice). Il fatto è che non è stata rimossa la condizione negativa per cui il progetto di Mezzolara aveva ricevuto parere negativo dai vigili del fuoco: la legge prevede un limite alla capacità, espressa in metri cubi, degli accumulatori pressostatici, diciamo i silos in cui la biomassa si trasforma in gas, e la capacità massima è 500 metri cubi. A Mezzolara sono 800 per ogni accumulatore pressostatico.
In un direttivo ristretto dei comitati contro le centrali della bassa, mercoledì scorso, si è ovviamente portata l’attenzione su questa forte incongruenza. L’argomento addotto dai comitati, quello di Mezzolara per primo, è semplice e chiaro: se esistono dei limiti fissati da una normativa, vincolanti per l’approvazione o meno di un progetto, questi limiti o vengono rispettati oppure no. Non si capisce come un parere possa cambiare diametralmente direzione pur rimanendo le stesse le condizioni di partenza. Ma c’è molto di più. Gli stessi comitati hanno constatato, dati alla mano, che molti progetti di centrali presentano le stesse mancanze dal punto di vista della normativa antincendio: a San Giovanni in Persiceto, a San Pietro in Casale dove la Dimir Gas e la Motta e Bosco hanno superato ampiamente i limiti pressostatici, lo stesso vale per la cooperativa Il Raccolto a Casoni di Budrio e l’ACME di Medicina. E si tratta soltanto dei progetti che i comitati avevano al momento della discussione sotto mano. Il comitato di Mezzolara si chiede come mai si violino le regole in questo modo quando in realtà ci sarebbe un modo per ovviare all’inconveniente dei limiti degli accumulatori: attraverso l’installazione di un gasometro che ha una capacità di accumulo gas molto superiore.
I comitati sono già sul piede di guerra, pronti alla battaglia legale.

Massimo Corsini

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